Equilibri 2026

Alla Cantina Rotari di Mezzocorona, si è tenuto l’evento “EQUILIBRI 2026”, organizzato da Ithesia Group e Ithasia.

Tra tecnologia, economia, ricerca e industria, un confronto per capire il vero impatto dell’AI nella realtà quotidiana delle aziende.


Per affrontare il tema dell'intelligenza artificiale serve uno sguardo obiettivo, capace di distinguere le opportunità reali da eccessive aspettative.

È stato questo il filo conduttore di “EQUILIBRI 2026 – Il futuro delle aziende nell’era del mito AI”, una giornata organizzata da Ithesia Group e Ithasia, presso la Cantina Rotari di Mezzocorona, con l’obiettivo di portare il dibattito sull’AI più vicino alle esigenze delle imprese e dei professionisti del territorio.


L’intelligenza artificiale è una delle trasformazioni tecnologiche più rilevanti del nostro tempo, ma non è la prima rivoluzione che l’umanità si trova ad affrontare. La storia insegna che ogni grande cambiamento ha modificato il modo di vivere, produrre e lavorare: la sfida, oggi, è capire come utilizzare l’AI in modo consapevole, dove possa generare valore e quale ruolo debbano mantenere le persone nelle decisioni e nell’organizzazione aziendale.


L’intento è stato quello di superare le semplificazioni che spesso accompagnano il dibattito sull’intelligenza artificiale e riportare al centro le domande che le aziende devono affrontare concretamente: quali processi possono essere migliorati? Quali competenze saranno sempre più necessarie?

Come integrare le nuove tecnologie senza perdere di vista obiettivi, responsabilità e capitale umano?


Per rispondere a queste domande, l’iniziativa ha riunito prospettive differenti, quali tecnologia, economia, ricerca e industria.

Tra i contributi dei vari relatori ed ospiti abbiamo avuto il piacere di ascoltare Luca Stella di Zucchetti S.p.A., per il punto di vista del mondo tecnologico; l’intervento di BTS - Banca Trentino-Südtirol, per la dimensione economica e finanziaria; infine l’esperienza industriale di CAP Arreghini, realtà produttiva di Portogruaro, chiamata a confrontarsi quotidianamente con le sfide dell’innovazione nei processi aziendali.


Accanto alle esperienze d’impresa, si è dato spazio anche all’approfondimento scientifico e metodologico, con la partecipazione del professor Fabio Candussio, docente del Dipartimento di Ingegneria informatica automatica e gestionale presso l’Università Sapienza di Roma e Direttore scientifico area Supply Chain e Operations - CUOA Business School, esperto di organizzazione della produzione, sistemi informativi e gestione della catena di fornitura. 

A completare il confronto, il professor Roberto Battiti, docente di Informatica all’Università di Trento e legato al laboratorio di ricerca LION (machine Learning and Intelligent OptimizatioN), attivo nello studio dell’apprendimento automatico e dei metodi di ottimizzazione intelligente; un punto di vista scientifico fondamentale per comprendere potenzialità e limiti delle tecnologie basate sui dati.

Dalla tecnologia all’organizzazione: il ruolo delle imprese

Il filo conduttore dell’incontro ha riguardato anche una questione essenziale per il tessuto produttivo locale. L’innovazione non può essere considerata un obiettivo in sé: per diventare un vantaggio competitivo deve rispondere a esigenze precise, inserirsi nei processi esistenti e produrre benefici misurabili. Questo vale per le grandi organizzazioni come per le piccole e medie imprese, chiamate a valutare con attenzione investimenti, competenze a disposizione e priorità.


L’esperienza pluriennale maturata nell’affiancamento alle imprese, consente al Gruppo Ithesia di osservare da vicino le esigenze organizzative che conseguono all’introduzione delle nuove tecnologie: dall’automazione delle attività alla valorizzazione dei dati, fino alla gestione delle competenze e all’evoluzione dei ruoli professionali.


EQUILIBRI 2026 è nata proprio dalla volontà di creare un’occasione di confronto tra competenze diverse, avvicinando il mondo della ricerca alle necessità quotidiane delle aziende del nostro territorio. 

Guardare al futuro, quindi, senza mitizzare la tecnologia e senza subirne il cambiamento: con metodo, consapevolezza e attenzione alle persone, che ogni giorno fanno funzionare le aziende.

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