Indicatori per la valutazione dello stato di crisi

Il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza approvato con il D.L. n. 14 del 12 gennaio 2019, emanato in attuazione alla Legge 19 ottobre 2017, n. 155, rivede completamente l’impianto normativo a cui le aziende hanno fatto riferimento fino ad oggi, semplificando le procedure ma soprattutto introducendo sistemi di allerta per segnalare l’insorgenza di eventuali crisi aziendali. Il fine è evitare il fallimento utilizzando sistemi di rilevazione tempestivi e valutando gli indicatori in modo da permettere alle aziende in difficoltà di ristrutturarsi.

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in questo articolo parliamo degli strumenti per rilevare l’insorgenza di crisi, degli indicatori per la valutazione dello stato di crisi e quali sono i servizi professionali irrinunciabili.

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DOSSIER DIPENDENTE, COS’È E COME GESTIRLO

L’importanza del dossier dipendente nella gestione del personale

Cosa si intende per dossier dipendente

Il termine “Dossier dipendente” fa riferimento a uno strumento di archiviazione dei documenti contrattuali alla cui formazione concorrono le informazioni, inserite manualmente, provenienti dalla base dati HR. Di quali informazioni si tratta? Di tutte quelle che vedono come protagonisti i dipendenti. Normalmente, queste ultime trovano spazio nel mondo HR, ma in forma disgregata. Ed è proprio il dossier dipendente ad agire da coordinatore, presentando quanto raccolto in modo ordinato e mettendo così a disposizione dell’azienda un “contenitore” di facile consultazione. Grazie al dossier dipendente è possibile avere accesso ad un profilo utente differenziato selezionando le informazioni, ad esempio, in base al tipo di documento, alla sede di riferimento e al centro di costo.

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fatturazione elettronica numeri

Fatturazione elettronica:i primi dati

I numeri delle aziende che hanno inviato dati al Sistema di Interscambio

Compresi i benefici della fatturazione elettronica, è interessante vedere cosa è successo durante il primo mese di operatività. Dal 1° gennaio 2019 sono state 2,06 milioni le aziende che hanno inviato al Sistema di Interscambio almeno una fattura e 3 milioni quelle che hanno delegato tale compito a terzi. Su un totale di 5,5 milioni di aziende, ben 3,5 (il 30% del totale) hanno registrato l’indirizzo telematico. Complessivamente sono 183 milioni i file inviati e di questi appena il 4,44% è stato scartato per errori di compilazione. Le Regioni che hanno inviato più fatture? In testa alla classifica Lombardia e Lazio a cui ha fatto seguito l’Emilia Romagna. Nell’Italia centrale i numeri maggiori hanno interessato la Toscana, seguita dalla Regione Marche e dall’Umbria, mentre in Meridione le migliori performance sono state quelle della Campania seguita da Sicilia e Puglia.

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fatturazione elettronica cosam è cambiato

FATTURAZIONE ELETTRONICA: COSA È CAMBIATO CON LA SUA INTRODUZIONE

Il 1° gennaio 2019 è scattato l’obbligo generalizzato, per i soggetti impegnati nella cessione di beni e nella prestazione di servizi, di utilizzare la fatturazione elettronica. Questo sistema digitale è nato per consentire alle aziende di emettere, trasmettere, ricevere e conservare le fatture senza dover più affidarsi ai supporti cartacei.

L’importanza degli applicativi nella gestione della clientela

In base ai dati raccolti nei primi 2 mesi del 2019, dei circa 228 milioni di file inviati dai soggetti interessati dalla fatturazione digitale, una percentuale prossima al 4,5% ha visto la presenza di errori di compilazione. Un valido applicativo deve concorrere alla corretta trasmissione dei dati garantendo, al contempo, una serie di funzioni utili per sviluppare e monitorare la figura del cliente. D’altro canto, le aziende si trovano ormai ad operare in un mercato globalizzato e, di conseguenza, estremamente competitivo. Un software CRM che integri il sistema di fatturazione, estendendo la sua operatività a tutte quelle fasi della vita aziendale nelle quali il cliente riveste un ruolo primario, è sicuramente uno strumento capace di supportare tutti i processi aziendali.

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Obbligo di registrazione orario

Obbligo di registrazione orario, il ruolo del consulente del lavoro

Come far fronte all’obbligo di registrazione dell’orario di lavoro per tutte le imprese europee: il ruolo del consulente del lavoro

Secondo quanto stabilito dalla normativa europea vigente, in base a una recente sentenza della Corte di Giustizia dell’UE, in ogni Stato dell’Unione Europea devono essere previsti adeguati strumenti posti a tutela della regolarità dei rapporti di lavoro, con specifico riferimento all’obbligo di registrazione dell’orario di lavoro del singolo dipendente. Si tratta quindi di verificare il rispetto delle prestabilite scadenze dei turni su base giornaliera, settimanale e mensile e non certo di predisporre moderne forme di controllo automatizzato e a distanza del lavoratore. In tal modo, eventuali strappi alla regola in materia di ferie e ore di straordinari non retribuite potranno essere contrastati sul nascere, con immediate contromisure a disposizione della parte debole del contratto, tenuta al riparo da vessazioni e abusi difficilmente dimostrabili davanti in sede legale.

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Codice sulla crisi d'impresa Digital CFO Zucchetti

CODICE SULLA CRISI D’IMPRESA: LA SOLUZIONE ZUCCHETTI

Crisi d’impresa: con il D.L. n. 14 del 12 gennaio 2019 nascono nuove regole

La nuova normativa prevista dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza

Codice sulla crisi d’impresa e cioè il Decreto Legislativo n. 14 del 12.1.2019, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, ha introdotto alcune modifiche in merito agli strumenti di regolazione della crisi e dell’insolvenza. Innanzitutto, ha definito le norme relative al piano attestato di risanamento, alla procedura da sovraindebitamenti, agli accordi aventi ad oggetto la ristrutturazione del debito e al concordato preventivo. Inoltre, ha fornito debite indicazioni sulla nuova procedura dell’allerta e della composizione assistita della crisi. L’obiettivo è mettere a disposizione delle aziende uno strumento di “diagnosi” precoce in grado di smascherare un possibile stato di difficoltà. Allo stesso momento si propone come soluzione a salvaguardia della capacità imprenditoriale rivolgendosi alle realtà che vedono come unica strada il fallimento d’impresa.

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Il Nuovo Codice sulla crisi d’impresa rappresenta una vera e propria rivoluzione. Ha il merito di aver introdotto, per la prima volta, un concetto importante come le procedure di allerta e di composizione assistita della crisi. Il fine ultimo della nuova normativa è duplice. Da un lato emerge la volontà di razionalizzare la legge fallimentare attraverso una semplificazione delle procedure. Dall’altro, lo strumento servirà ad incentivare l’emersione di una situazione di crisi; riuscire a rilevare in anticipo le difficoltà permette alle aziende di agire con tempismo apportando interventi correttivi mirati. Le vostre aziende necessiteranno di strumenti volti a garantire il monitoraggio continuo di una serie di indicatori (economici, finanziari e patrimoniali).

Al contempo, saranno i sistemi di allerta a segnalare in tempo utile possibili situazioni di un processo degenerativo. Questo permetterà di non incorrere in denunce provenienti, oltre che dagli organi di controllo societario, da creditori pubblici qualificati. Il codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza ha previsto misure premianti, in caso di segnalazione all’OCRI, sotto forma di sgravi.

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codice sulla crisi di impresa

IL CODICE SULLA CRISI DI IMPRESA: COS’È E PERCHÉ È STATO INTRODOTTO

Il codice sulla crisi di impresa: una chance per le aziende in difficoltà Il codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza nasce col preciso scopo di attuare un pieno e definitivo superamento della vetusta legge fallimentare. Esso include, tra l’altro, le norme sul sovraindebitamento del privato previste dalla L. 3/2012, con sensibili miglioramenti a favore dei soggetti destinatari e cioè privati, titolari d’azienda, gruppi di imprese e commercianti.

La prima esigenza del legislatore consisteva nell’abbandonare la cultura punitiva nei confronti delle aziende in dissesto, fino a ieri costrette a chiudere senza appello di fronte a situazioni debitorie irrisolte e oggi invece incoraggiate a tenere in piedi l’attività con una seconda chance garantita “ex lege”. Un cambiamento culturale prima ancora che legislativo, frutto di una considerazione diversa di ruolo e diritti del debitore in passato posto su un piano di totale subalternità rispetto al potere statale.

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Consulenti del lavoro, risparmiare tempo

TEMPO GUADAGNATO E REINVESTITO CON QUALITÀ

Consulenti del lavoro: dagli adempimenti alla gestione del personal

I consulenti del lavoro svolgono compiti legati alla elaborazione delle paghe, alla contabilità, agli aspetti previdenziali, agli obblighi in tema di sicurezza e molto altro. Oltre ai classici adempimenti, questi professionisti possono utilizzare le loro competenze per fornire alle aziende soluzioni efficaci circa la gestione del personale, considerata fondamentale per la produttività dell’impresa. Troppo spesso, però, il consulente, il commercialista e l’organizzazione non hanno il tempo di proporre all’azienda-cliente la consulenza che rappresenta il valore aggiunto. In aiuto di queste figure arriva la tecnologia che, riqualificando le risorse dello studio, libera il tempo del professionista che potrà vendere i servizi di consulenza. Sono questi ultimi che costituiscono il vero incremento di valore dell’impresa.

Gli strumenti tecnologici: una risorsa irrinunciabile

Ma quali sono gli strumenti e i servizi con cui è possibile liberare il tempo del professionista? La domanda è più che legittima. La risposta si trova negli strumenti di Business Intelligence, con cui è possibile trasformare i dati in risultati concreti. Di cosa parliamo?Delle informazioni che permettono di ottimizzare il processo gestionale e prendere decisioni in linea con gli obiettivi. Nella gestione del personale la tecnologia consente non solo di avere a disposizione tutte le anomalie del personale ma anche di formulare una diagnosi valutativa rispetto agli obiettivi stabiliti. Il risparmio di tempo è dovuto al fatto che non è più necessario effettuare attività complesse (come incrociare i dati che provengono da fonti diverse), per scoprire se indicatori come il tasso di assenteismo, le assunzioni e le retribuzioni sono in linea con quanto atteso: questi si ottengono automaticamente e in tempo reale.

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dal cartellino al web

DAL CARTELLINO AL WEB, PERCHÉ CONVIENE? ECCO COME RINASCE LA REDDITIVITÀ DEL SERVIZIO PAGHE

Rendere redditivo il servizio paghe? Facile con i servizi integrati

La digitalizzazione ha cambiato la nostra vita ma soprattutto il nostro modo di lavorare, rendendo più snelle e veloci moltissime operazioni. In un momento storico in cui i margini di guadagno sono sempre più ridotti e la competitività sempre più accesa, è necessario che gli studi diano ai propri clienti delle risposte veloci, ovvero delle risposte capaci di configurarsi come un valore aggiunto per le aziende. Ciò significa che gli studi consulenziali devono essere in grado di assicurare quel ritorno economico tanto atteso dai loro clienti. I consulenti che si occupano di elaborazione delle paghe devono puntare, quindi, su prodotti i digitali pensati per l’integrazione dei servizi. Ma come funziona praticamente? L’azienda cliente, collegandosi al portale, inserisce i dati inerenti le anomalie del personale (straordinari, assenze ecc.) i quali, una volta acquisiti e integrati con il software paghe, rendono immediata la preparazione dei cedolini.

Se il professionista offre un servizio integrato che va oltre la tradizionale elaborazione delle buste paga, aumenta le proprie possibilità di business e crea una produttiva fidelizzazione dei suoi clienti. Questi aspetti sono sicuramente molto importanti ma non sono gli unici. Infatti, la possibilità di utilizzare strumenti per interfacciarsi in qualsiasi momento con il cliente consente al consulente del lavoro di evitare di perdere tempo con la pratica di inserimento dei dati (essi, infatti, vengono inseriti dal cliente) e di erogare, invece, consulenza e assistenza in maniera diretta. Utilizzando il software connesso e integrato, diventa possibile, e facile, rispondere anche alle necessità di quelle aziende che dispongono di più sedi.

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contabilizzazione assistita

Fatturazione elettronica e contabilizzazione assistita per semplificare i processi aziendali

Contabilizzazione assistita, perchè vogliamo parlevene…

La dematerializzazione dei documenti rappresenta solo il punto di partenza del processo di cui, a beneficiare, è l’intero ciclo aziendale.

Proprio attraverso la dematerializzazione è stato raggiunto il primo obiettivo, ossia un’evidente riduzione di tempi e costi. I software che si sono susseguiti nel tempo per garantire a processi di contabilità sempre più efficienti, godono ormai di un livello di completezza invidiabile. In particolare, nel corso degli anni ad arricchirli è stata l’introduzione di moduli di contabilizzazione automatica. Le aziende hanno così potuto contare su programmi “ad hoc”, cui sono associate fluidità e rapidità nella trasmissione delle informazioni. Il risultato di questo processo è l’immediata disponibilità, e la facilità di condivisione delle informazioni stesse.

Grazie alla contabilizzazione assistita è possibile automatizzare i processi di acquisizione delle fatture passive (ricevute dal cliente) su Digital Hub, il servizio online proposto da Zucchetti. Con questo servizio “one-click” le aziende hanno a disposizione una serie di strumenti creati appositamente per eliminare in modo definitivo la carta lungo l’intero processo di fatturazione.

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