Il commercialista Advisor come tramite per accedere al credito

Il commercialista Advisor come tramite per accedere al credito

Le aziende affrontano continue sfide in un contesto economico complesso e con un credit crunch che non ha mai allentato la sua morsa, penalizzandole. Alla difficoltà di accesso al credito si aggiunge il perdurare della stagnazione economica che rende difficile incassare il fatturato con conseguente carenza di liquidità. In questo panorama le PMI non crescono come dovrebbero, anche se sono apparsi all’orizzonte canali di finanziamento alternativi alla banca come il P2P Lending o gli investimenti in startup in cambio di quote societarie. Questa complessità richiede che il commercialista svolga un nuovo ruolo come Rating Advisory per supportare l’accesso al credito e gestire gli aspetti di finanza aziendale.

Rating Advisory: la nuova attività del professionista

Ottenere un prestito dal tradizionale canale bancario diventa più facile se il commercialista advisor si occupa della pianificazione economico-finanziaria della PMI. A questo proposito, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, in un lavoro congiunto con la Fnc, ha pubblicato il documento “Rating advisory e pianificazione finanziaria alla luce dell’evoluzione del quadro regolamentare: il nuovo rapporto banca-impresa e il ruolo del commercialista”, in cui vengono indicate le modalità di accesso al credito in riferimento al rating e il conseguente bisogno di una adeguata pianificazione finanziaria. Ma vediamo quali sono le attività di Rating Advisory che il professionista è chiamato a svolgere:

  • Analisi della documentazione al fine di interpretare i dati degli ultimi esercizi per valutare il rischio di impresa
  • Business Planning
  • Monitoraggio periodico con consulenza e assistenza continuative
  • Attività di reporting

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DOSSIER DIPENDENTE, COS’È E COME GESTIRLO

L’importanza del dossier dipendente nella gestione del personale

Cosa si intende per dossier dipendente

Il termine “Dossier dipendente” fa riferimento a uno strumento di archiviazione dei documenti contrattuali alla cui formazione concorrono le informazioni, inserite manualmente, provenienti dalla base dati HR. Di quali informazioni si tratta? Di tutte quelle che vedono come protagonisti i dipendenti. Normalmente, queste ultime trovano spazio nel mondo HR, ma in forma disgregata. Ed è proprio il dossier dipendente ad agire da coordinatore, presentando quanto raccolto in modo ordinato e mettendo così a disposizione dell’azienda un “contenitore” di facile consultazione. Grazie al dossier dipendente è possibile avere accesso ad un profilo utente differenziato selezionando le informazioni, ad esempio, in base al tipo di documento, alla sede di riferimento e al centro di costo.

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Fatturazione elettronica:i primi dati

I numeri delle aziende che hanno inviato dati al Sistema di Interscambio

Compresi i benefici della fatturazione elettronica, è interessante vedere cosa è successo durante il primo mese di operatività. Dal 1° gennaio 2019 sono state 2,06 milioni le aziende che hanno inviato al Sistema di Interscambio almeno una fattura e 3 milioni quelle che hanno delegato tale compito a terzi. Su un totale di 5,5 milioni di aziende, ben 3,5 (il 30% del totale) hanno registrato l’indirizzo telematico. Complessivamente sono 183 milioni i file inviati e di questi appena il 4,44% è stato scartato per errori di compilazione. Le Regioni che hanno inviato più fatture? In testa alla classifica Lombardia e Lazio a cui ha fatto seguito l’Emilia Romagna. Nell’Italia centrale i numeri maggiori hanno interessato la Toscana, seguita dalla Regione Marche e dall’Umbria, mentre in Meridione le migliori performance sono state quelle della Campania seguita da Sicilia e Puglia.

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BUSINESS INTELLIGENCE e SOCIAL CRM

La chiave per il successo grazie al contributo del social crm

Le origini del CRM, acronimo di “Customer Relationship Management”, risalgono ai primi anni ’80. In quei tempi questo insieme di strategie di mercato, adottato dalle aziende al fine di gestire le relazioni a lungo temine con la clientela, era noto come “Database Marketing”. L’obiettivo, almeno all’inizio, era di realizzare dei “focus group” da utilizzare per interloquire in modo diretto con i clienti. Nel volgere di qualche anno le aziende si sono accorte di come fosse necessaria l’acquisizione di informazioni relative sia agli acquisti di un singolo cliente che alle modalità di impiego dei prodotti (o servizi) oggetto dell’acquisto stesso.

Dinamicità e gestione delle esperienze: i nuovi obiettivi del CRM

Con il passare degli anni il Customer Relationship Management è divenuto più dinamico. La capacità di captare i cambiamenti quotidiani nei gusti e negli interessi dei clienti è un fattore fondamentale per chi opera in un’economia globale. 

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