Elaborazione paghe e ruolo dei consulenti la strada tracciata dall'insourcing

Elaborazione paghe e ruolo dei consulenti: la strada tracciata dall’insourcing

Per diversi anni l’outsourcing, ossia l’esternalizzazione dei servizi, è apparsa come la strada migliore da seguire per aziende e professionisti. Effettivamente, in diversi casi, poter far conto sulla competenza di esperti, soprattutto nell’ambito dei servizi IT o nel campo della ricerca (e della successiva selezione) del personale si dimostra ancora oggi molto utile. Tuttavia, occorre segnalare come, in altre occasioni, sia l’internalizzazione dei processi la scelta più indicata. Non a caso negli ultimi tempi si è assistito ad un maggiore ricorso all’insourcing, in special modo nell’elaborazione delle paghe. Ma che cosa si intende con “insourcing”? Tale termine fa riferimento a una sorta di “ritorno alla base” dei servizi, reso possibile dalla presenza di una software house. Spetta a quest’ultimo il compito di studiare soluzioni informatiche ad hoc. In questo modo i consulenti hanno la possibilità di occuparsi delle paghe sfruttando al meglio i software già presenti all’interno dell’azienda. 

Una strategia proiettata nel lungo periodo

Se l’outsourcing può costituire una scorciatoia valida nel breve periodo, finisce per non apparire altrettanto fruttuosa nel lungo termine. L’insourcing, infatti, diviene un vero e proprio investimento, permettendo ad aziende, professionisti e consulenti, di assegnare la gestione dei processi a persone che lavorano quotidianamente al loro fianco. L’insourcing servizio paghe si è proposto con successo come modello strategico per le imprese, in particolare per realtà di dimensioni considerevoli, costrette a confrontarsi con un numero non indifferente di dipendenti. Un tempo, spaventate dalla mole di lavoro, vedevano come unica soluzione l’outsourcing, ma ora non è più così. I dati ottenuti attraverso i moderni software sono non solo facili da determinare, ma anche estremamente affidabili.  

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Il commercialista Advisor come tramite per accedere al credito

Il commercialista Advisor come tramite per accedere al credito

Le aziende affrontano continue sfide in un contesto economico complesso e con un credit crunch che non ha mai allentato la sua morsa, penalizzandole. Alla difficoltà di accesso al credito si aggiunge il perdurare della stagnazione economica che rende difficile incassare il fatturato con conseguente carenza di liquidità. In questo panorama le PMI non crescono come dovrebbero, anche se sono apparsi all’orizzonte canali di finanziamento alternativi alla banca come il P2P Lending o gli investimenti in startup in cambio di quote societarie. Questa complessità richiede che il commercialista svolga un nuovo ruolo come Rating Advisory per supportare l’accesso al credito e gestire gli aspetti di finanza aziendale.

Rating Advisory: la nuova attività del professionista

Ottenere un prestito dal tradizionale canale bancario diventa più facile se il commercialista advisor si occupa della pianificazione economico-finanziaria della PMI. A questo proposito, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, in un lavoro congiunto con la Fnc, ha pubblicato il documento “Rating advisory e pianificazione finanziaria alla luce dell’evoluzione del quadro regolamentare: il nuovo rapporto banca-impresa e il ruolo del commercialista”, in cui vengono indicate le modalità di accesso al credito in riferimento al rating e il conseguente bisogno di una adeguata pianificazione finanziaria. Ma vediamo quali sono le attività di Rating Advisory che il professionista è chiamato a svolgere:

  • Analisi della documentazione al fine di interpretare i dati degli ultimi esercizi per valutare il rischio di impresa
  • Business Planning
  • Monitoraggio periodico con consulenza e assistenza continuative
  • Attività di reporting

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la trasformazione digitale degli studenti e il maturity model 2

La trasformazione digitale degli studi e il Maturity Model

I commercialisti stanno diventando sempre più digitali, perché i mutamenti in atto richiedono strumenti adeguati al business. La firma digitale e la fatturazione elettronica sono le tecnologie maggiormente adottate, anche perché imposte dalla normativa, mentre quelle più all’avanguardia, come l’Artificial Intelligence e il Business Intelligence, sono appannaggio di una minoranza. La gestione documentale varia a seconda degli studi, ma la situazione più comune è quella in cui, anche se sono presenti sia gli strumenti analogici che quelli digitali, sono i primi ad essere maggiormente utilizzati. Solo il 4% degli studi gestisce l’archivio in modo totalmente digitale. Questo è quanto si evince dal report dell’Osservatorio Professionisti e Innovazione Digitale del Politecnico di Milano “Professionisti, un futuro in costruzione!”.

Innovazione e maggiore competitività vanno di pari passo

​​​​​Secondo il report, la maggior parte degli studi non adotta le tecnologie che hanno un tasso di innovazione più elevato, ma coloro che lo hanno fatto hanno riscontrato dei vantaggi in termini di competitività e maggiori guadagni. Una fase cruciale come la ricerca dei nuovi clienti viene ancora gestita prevalentemente in forma analogica, dove è il passaparola il canale principale. Per quanto riguarda la relazione, le modalità tradizionali sono quelle più diffuse, infatti lo studio si serve di incontri, e-mail e telefonate, mentre soltanto l’1% ha costruito una relazione multicanale per il proprio business.​

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Studi commercialisti e aggregazione professionale

Il cambiamento economico e sociale degli ultimi anni si riflette innegabilmente sugli assetti di alcune professioni storiche come quella del commercialista. Questa figura oggi affronta numerose sfide, tra cui un cambiamento circa la domanda di servizi da parte delle PMI, che rappresentano oltre il 70% del tessuto economico del Paese, e la competizione con altre società di revisione. In questo contesto lo studio del commercialista ha la possibilità di evolvere superando gli stili del passato per adottarne di nuovi, più in linea con le esigenze del mercato.

Aggregazione di studi professionali: di cosa si tratta

l documento della Fondazione Nazionale dei Commercialisti sul processo di aggregazione e sulla digitalizzazione degli studi esprime in modo chiaro quella che si sta delineando come una grande opportunità per questa professione. Gli studi (e le attività liberali in genere) sono sempre stati caratterizzati dal modello atomistico e dal desiderio di mantenere la propria autonomia. Tale assetto, oggi, si sta rivelando obsoleto e inadeguato e questo è il motivo per cui si affacciano all’orizzonte modelli vincenti perché differenti da quelli classici, in cui la parola chiave è l’aggregazione professionale sostenuta dalla digitalizzazione. A sostegno di questa tesi ci sono i dati della Cassa dei Dottori Commercialisti che invitano a riflettere sul fatto che chi svolge la professione come associato o in forma societaria ha un reddito superiore a chi la svolge in maniera individuale: il primo, infatti, ha, in media, un volume di affari di 245.000 euro mentre il secondo di appena 80.000 euro.

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Obbligo di registrazione orario

Obbligo di registrazione orario, il ruolo del consulente del lavoro

Come far fronte all’obbligo di registrazione dell’orario di lavoro per tutte le imprese europee: il ruolo del consulente del lavoro

Secondo quanto stabilito dalla normativa europea vigente, in base a una recente sentenza della Corte di Giustizia dell’UE, in ogni Stato dell’Unione Europea devono essere previsti adeguati strumenti posti a tutela della regolarità dei rapporti di lavoro, con specifico riferimento all’obbligo di registrazione dell’orario di lavoro del singolo dipendente. Si tratta quindi di verificare il rispetto delle prestabilite scadenze dei turni su base giornaliera, settimanale e mensile e non certo di predisporre moderne forme di controllo automatizzato e a distanza del lavoratore. In tal modo, eventuali strappi alla regola in materia di ferie e ore di straordinari non retribuite potranno essere contrastati sul nascere, con immediate contromisure a disposizione della parte debole del contratto, tenuta al riparo da vessazioni e abusi difficilmente dimostrabili davanti in sede legale.

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Consulenti del lavoro, risparmiare tempo

TEMPO GUADAGNATO E REINVESTITO CON QUALITÀ

Consulenti del lavoro: dagli adempimenti alla gestione del personal

I consulenti del lavoro svolgono compiti legati alla elaborazione delle paghe, alla contabilità, agli aspetti previdenziali, agli obblighi in tema di sicurezza e molto altro. Oltre ai classici adempimenti, questi professionisti possono utilizzare le loro competenze per fornire alle aziende soluzioni efficaci circa la gestione del personale, considerata fondamentale per la produttività dell’impresa. Troppo spesso, però, il consulente, il commercialista e l’organizzazione non hanno il tempo di proporre all’azienda-cliente la consulenza che rappresenta il valore aggiunto. In aiuto di queste figure arriva la tecnologia che, riqualificando le risorse dello studio, libera il tempo del professionista che potrà vendere i servizi di consulenza. Sono questi ultimi che costituiscono il vero incremento di valore dell’impresa.

Gli strumenti tecnologici: una risorsa irrinunciabile

Ma quali sono gli strumenti e i servizi con cui è possibile liberare il tempo del professionista? La domanda è più che legittima. La risposta si trova negli strumenti di Business Intelligence, con cui è possibile trasformare i dati in risultati concreti. Di cosa parliamo?Delle informazioni che permettono di ottimizzare il processo gestionale e prendere decisioni in linea con gli obiettivi. Nella gestione del personale la tecnologia consente non solo di avere a disposizione tutte le anomalie del personale ma anche di formulare una diagnosi valutativa rispetto agli obiettivi stabiliti. Il risparmio di tempo è dovuto al fatto che non è più necessario effettuare attività complesse (come incrociare i dati che provengono da fonti diverse), per scoprire se indicatori come il tasso di assenteismo, le assunzioni e le retribuzioni sono in linea con quanto atteso: questi si ottengono automaticamente e in tempo reale.

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Consulenti del lavoro

Novità per i Consulenti del Lavoro: nasce l’ONL

Il lavoro illegale e il lavoro sommerso sono ancora una piaga per il nostro Paese e non solo. Allo scopo di diminuirne gli effetti e di sensibilizzare tutte le coscienze è stato siglato un protocollo di intesa per la nascita di un Osservatorio Nazionale per la Legalità e il Lavoro tra l’Ordine dei Consulenti del Lavoro e l’Ispettorato Nazionale del Lavoro.

Il nuovo organismo avrà compiti diversi e legati al contrasto del lavoro irregolare e sommerso, alla sensibilizzazione delle imprese, dei lavoratori e degli operatori del mercato del lavoro sulle criticità derivanti da pratiche di dumping contrattuale e sociale, appalti irregolari, somministrazione ed intermediazione illecite, fenomeni di caporalato ed utilizzo distorto dell’istituto della cooperativa

Non si tratta di una mera istituzione dedicata alla ricerca. Il nuovo ONL potrà svolgere in effetti un’attività di vigilanza tra le imprese, tra i lavoratori e all’interno della categoria dei professionisti del lavoro, fino alla verifica dei titoli di chi esercita professioni inerenti al lavoro e della regolarità dell’iscrizione all’Albo.

Il lavoro sommerso pare in diminuzione in Italia ma il volume di attività illegali complessive è ancora elevatissimo, ammontando secondo le ultime stime dell’Istat ad oltre 208 miliardi di Euro cioè a quasi il 13% del PIL nazionale, con un’incidenza molto forte soprattutto nei settori delle Costruzioni e del Commercio all’ingrosso e al dettaglio.

 

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Novità per i Consulenti del Lavoro: necessario iscriversi entro il 1° Marzo

La comunicazione dello svolgimento di attività come consulente del lavoro da parte di dottori commercialisti e avvocati è già prevista dall’art. 1 della L. n. 12/1979. La novità di questi giorni è che ora tale comunicazione dovrà essere effettuata con una procedura on line che iscrive gli interessati a una banca dati dell’Ispettorato . La notizia arriva dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro stesso che ha postato una nota sul proprio sito.

Quando effettuare la comunicazione?
La comunicazione andrà effettuata prima del  compimento di qualsiasi atto gestionale riferibile all’attività delegata.

Quando deve essere modificata?
Andrà modificata in caso venga ad aggiungersi o venga meno un ambito provinciale dove il professionista opera.

Come si effettua la comunicazione?
L’accesso al modello è consentito solo ed esclusivamente attraverso SPID; pertanto i professionisti sono invitati fin da subito a dotarsi di tale sistema di identità digitale.

Quali riferimenti sono disponibili?
https://www.spid.gov.it/richiedi-spid.

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Commercialisti digitale

Il Commercialista Digitale nel 2018

Il Commercialista Digitale è una realtà e nessuno può avere dubbi sulla tendenza alla digitalizzazione del mondo dei Commercialisti e dei Professionisti in generale.

Basti pensare che il flusso documentale transitato attraverso il canale Entratel dell’Agenzia delle Entrate è cresciuto dai 100 milioni di Euro del 2014 agli oltre 183 milioni del 2017, esibendo quindi un raddoppio dei volumi in soli tre anni (Fonte: Fondazione nazionale dei commercialisti. Febbraio 2018).

Quali sono allora le tendenze che nel 2018 si affermeranno con sempre maggiore chiarezza? Ecco un elenco che riteniamo completo e su cui proporremo diversi articoli nel prossimo futuro e un dibattito tra i Professionisti.

  1. La digitalizzazione dei documenti e degli adempimenti aziendali come grande opportunità
    La Fatturazione Elettronica è ormai alle porte ed i Professionisti avranno l’opportunità di aiutare le aziende a svolgere i loro compiti in modo molto più moderno, traendone benefici su tutti i fronti e collocandosi come veri consulenti delle aziende stesse, avendo a disposizione in tempo quasi reale tutti i dati importanti sotto il profilo economico e finanziario
  2. L’affermazione di un nuovo modello organizzativo dello Studio Professionale
    In ragione di tali cambiamenti lo Studio Professionale potrà riorganizzare sé stesso allo scopo di ottenere più efficienza e soprattutto di poter erogare nuovi servizi, meno focalizzati sull’esecuzione delle componenti di processo che verranno automatizzate e più incentrati sulla creazione di valore per il cliente
  3. L’affermazione di nuovi trend nell’offerta dello Studio Professionale
    Di conseguenza lo Studio Professionale diventerà molto più aperto a fornire servizi che oggi vengono forniti solo in parte o per nulla. Aiutare le aziende clienti a svilupparsi seguendo i modelli vincenti nelle loro industrie, poter trarre beneficio dagli aiuti della finanza agevolata con sistematicità, analizzare gli indicatori interni con sapienza, questi e altri meccanismi entreranno sempre di più nella relazione tra cliente e Studio
  4. L’apertura del mercato per lo Studio Professionale, oltre il territorio
    Un’altra conseguenza concatenata sarà da ritrovarsi nell’apertura di mercati non solo territoriali e al limite non solo nazionali: se un Commercialista eccelle nell’analisi dei dati aziendali e nella prestazione di consulenze sullo sviluppo delle imprese non vi è motivo per cui non debba rivolgersi ad un territorio più ampio
  5. L’utilizzo di strumenti informatici come mezzo per realizzare il cambiamento
    Parliamo soprattutto di Cloud, Analisi dei dati e Social Media ma non solo. Rivolgersi ad un mercato ampio significa farsi conoscere ed essere in grado di fornire servizi anche in modo digitale. Non sono modi di dire o tendenze alla moda, si tratta del futuro della Professione…

Ithesia Group è all’avanguardia nell’identificare le tendenze rilevanti e nel mettere a disposizione dei mercati tutte le capacità necessarie per poterle cavalcare, tramite i prodotti Zucchetti e non solo. Nei prossimi articoli parleremo di tutti gli aspetti sopra citati e svilupperemo un dibattito tra i Professionisti al riguardo…

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Commercialisti, i nuovi garanti della E-fattura

La diffusione della fatturazione elettronica estesa ai privati (B2B) avrà un ruolo fondamentale nella semplificazione del sistema Italiano e nell’aumento della competitività del nostro Paese in ambito internazionale. Per questo il suo arrivo, nonostante i dubbi e le perplessità, va necessariamente visto in modo positivo. (altro…)

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